Programma del corso /

Un paesaggio multiforme: il cinema italiano degli anni duemila

Messo in cantina l'atteggiamento minimalista dei primi anni novanta, il regista si confronta con le sfide della tecnologia digitale aprendosi ad un cinema che tenta di raccontare la quotidianità fatta di storie forti e conflittuali.

‘Vecchi’ maestri: Nanni Moretti e Marco Bellocchio

Nanni Moretti e Marco Bellocchio lavorano da sempre sul confine che separa fantasia e realtà. Se Moretti racconta la crisi dell'uomo moderno incapace di trovare un posto nel mondo, una crisi fatta di nevrosi e perdita di punti di riferimento (Habemus Papam, Mia madre), Bellocchio ripensa l'immagine cinematografica esplorando le zone rimosse della Memoria (Buongiorno notte, Vincere), il dolore in tutte le sue forme (Bella addormentata).

Il reale e il suo doppio: Matteo Garrone e Saverio Costanzo

Attenti a ripensare le regole dei generi cinematografici, senza rinunciare al piacere del racconto, Matteo Garrone e Saverio Costanzo cercano di raccontare la realtà offrendone una personale rielaborazione. Più che il contenuto, è importante la costruzione delle immagini che ci parlano di amori malati (Hungry Hearts, Primo amore), votati all'autodistruzione (La solitudine dei numeri primi) o destinati alla solitudine (Tale of Tales).

L’enigma della bellezza: Paolo Sorrentino

«Con La grande Bellezza - ha detto Paolo Sorrentino - volevo raccontare tutti gli stati d’animo possibile. Volevo raccontare tutte le possibili forme di gioia e disperazione degli esseri umani, tutte le possibili forme di conflitto, di bellezza e di bruttezza». Scrivere un film su tutti gli stati d’animo equivale a quella che era la massima aspirazione del grande scrittore francese Gustave Flaubert: scrivere un romanzo sul nulla. Paolo Sorrentino è il Flaubert del nostro tempo.

Docente /

Alberto Scandola

Professore associato di Storia e critica del cinema presso l'Università degli Studi di Verona.
Dal 2003 a oggi ha pubblicato decine di saggi e articoli su riviste nazionali e internazionali, numerosi contributi in volumi collettivi e cinque monografie: Roman Polanski (2003), Marco Ferreri (2004), Ingmar Bergman. Il posto delle fragole (2008), Ornella Muti (2009) e L'immagine e il nulla. L'ultimo Godard (2014).  Si occupa prevalentemente di cinema moderno e contemporaneo con particolare attenzione alla questione dell'attore. Dirige la collana Attori per Kaplan.

Iscrizione /

Quota di partecipazione: 20 euro (comprende tutti gli incontri)

Iscrizioni presso: Libreria “Terza Pagina”

Corso Giuseppe Garibaldi, 16G Villafranca di Verona

Sede del corso

Biblioteca di Villafranca
piazza Villafranchetta n. 27
+39 3472255400

info@cinemametropol.com

Indicazioni stradali

QUALCOSA DI NOI / Lo scopo dell'Associazione Metropol ONLUS

Siamo un gruppo di inguaribili cinefili animati dalla passione per la settima arte e dalla volontà di coltivare e diffondere la cultura filmica organizzando e promuovendo eventi, incontri, corsi, proiezioni e rassegne.

Il nostro intento è di creare un luogo ideale dove ognuno possa condividere la propria conoscenza cinematografica, partecipare attivamente alle iniziative o anche, più semplicemente, godersi un buon film.

L’Associazione, senza scopo di lucro, è sostenuta da volontari ed è aperta a tutte le persone che vogliono dedicare parte del proprio tempo per trasmettere la loro passione agli altri.

Al fine di sviluppare iniziative che promuovano il cinema come mezzo espressivo, l’Associazione Metropol auspica e incoraggia la collaborazione con altre associazioni o enti, sia pubblici che privati.

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